Animali e fiori nascono da...

di Mirka Hajek
Tratto dal libro "Fiori e Animali nascono da...". Museo A come Ambiente, Torino, 1997


In questa occasione Corrado Bonomi presenta una parte dei suoi lavori con i quali tenta di superare la barriera di diffidenza che solitamente si interpone tra l?artista e lo spettatore; egli cerca di evitare il solito approccio didattico facendo partecipare i giovani alla realizzazione dell? opera d?arte, rendendoli coautori soprattutto per quanto riguarda la fase operativa. li senso dell?opera viene introdotto nel loro pensiero mentre condividono l?atto manuale. Questo processo crea tra l?ideatore e il compartecipatore, una complicità creativa, complicità che tenta di ricreare l?atmosfera dell'antica bottega Italiana dove l?artefatto era espressione di uno sforzo comune. Bonomi, infatti, non si propone come un? insegnante ma come un partner quasi. paritario in un gioco che sfocia nella creazione di un?opera dalla quale può trarre soddisfazione ogni interlocutore. La soddisfazione deriva dal vedere il risultato di un qualsiasi gesto collaborativo e dal lavoro compiuto. L?approccio di Bonomi è interessante perché tende al superamento della voragine di incomprensione che si è creata tra i protagonisti culturali e la gente comune che solo da poco ha potuto beneficiare della scolarizzazione e viene spesso indotta a sottovalutare l?importanza di una crescita culturale, sostituendo la propria sete di vita e di domande esistenziali con un esagerato stordimento consumistico. Quando una persona è coinvolta attivamente nella creazione di un?opera, tende a difenderla, interiorizzarla, e in tal modo è indotta a uno sforzo di comprensione. Bonomi si rivolge ai bambini perché ha capito che con gli adulti il discorso è spesso compromesso dai preconcetti radicati, con i giovani è invece attuabile un colloquio interattivo che permette di superare gli stereotipi e l?autolimitazione creativa, con maggiore facilità. Con questo lavoro Bonomi si riallaccia a una forte tensione umanistica che possiamo rintracciare nella storia culturale del ventesimo secolo. Già le prime avanguardie storiche hanno, forse anche inconsciamente, cercato di non escludere la gente comune dalla funzione di un?opera d'arte. In particolare i Futuristi hanno introdotto il concetto di condivisione dell?atto creativo attraverso l?attivazione dei cinque sensi, incisivo in questo senso Bruno Munari che ha cominciato a coinvolgere il pubblico nella fruizione di un?opera d?arte attraverso il gioco, componente fondamentale nella sua metodologia pedagogica rivolta alla stimolazione della creatività. fu un senso affine possiamo leggere anche le "Esposizioni in tempo reale" di Franco Vaccari, dove l?artista lascia una parte dell?opera all?intervento diretto dello spettatore.