Corrado Bonomi

di Massimo Melotti
Tratto dal catalogo della mostra "Archiviazione", Galleria L'uovo di struzzo, Torino, 1990


In un recente mio testo sull'opera di Corrado Bonomi sottolineavo la capacità dell'artista di elaborare un linguaggio come "rappresentazione per immagini del mondo", ricordando Wittgenstein là dove concepisce il linguaggio come molteplicità di giochi di comunicazione.Oggi il mondo di Bonomi si è ampliato e arricchito di oggetti e materiali che riutilizzati. esaltando il loro aspetto di rappresentazione piuttosto che di funzione reale, sconvolgono il consueto rapporto con la realtà. Oggi. come allora, la lezione Dada è ampiamente superata a tutto beneficio dell'intersecarsi del gioco linguistico dei rimandi attuato sullo sfasamento dimensionale. L'oggetto che noi vediamo, comunque nella sua integrità, perde le sue connotazioni e diviene un "altro". Non si tratta dell'innalzamento dell?oggetto comune ad opera d'arte, operazione ormai storicizzata. bensì un ribadire e quindi rafforzare l'identità, tanto da stravolgerla. per poi ritrovarci in un altro universo in cui le regole del discernere e dell'identificare. i modi di linguaggio, la capacità stessa di comprendere è completamente diversa e sconosciuta. Ci rimane, unica guida possibile, unico filo conduttore. l'elemento ludico che l'artista abilmente svolge in tutta la sua produzione e che utilizza anche come strumento per alleviare. per sdrammatizzare e, in parte, per mascherare il suo "vero" percorso: quello concettuale. teso nell'analisi del linguaggio, nel gioco dello sfasamento dell'identità oggettuale e reale. La scommessa di Bonomi sta proprio in questo: nel voler giungere all'opera d'arte operando sui nostri riferimenti visivi e simbolici. riferimenti che ritenevamo acquisiti e inviolabili Con il gioco, con una sensibilità forse ironica, forse ingenua e candida. Bonomi ripone tutto in discussione proponendo il nuovo linguaggio, appunto, come "molteplicità di giochi di comunicazione". Cosa può essere più "baco da seta" della raffigurazione di un baco da seta su seta? Chi può dubitare che la raffigurazione di una sardina in una scatola di sardine non rappresenti una sardina? Cosa c?è di più minerale di un "paesaggio minerale" realizzato con bottiglie d'acqua minerale? E nel gioco del "Bonopoli" è la realtà che precipita nell'invenzione ludica o il gioco che è divenuto parametro per un' esistenza reale? Ma le opere di Bonomi, al di là di ciò, sottendono la tematica concettuale e poveristica del privilegio delle idee sull'estetica o, meglio, dell'uso di questa. componente volutamente rigorosa, per il fine ultimo 'dell'opera d'arte determinata da un ritorno all'elemento conoscitivo, gnoseologico. Così in questa personale la componente concettuale ha giustamente il sopravvento sull' aspetto ludico-estetico. Essa si dilata riconducendo i lavori di Bonomi ad un sistema regolato da un ordine superiore che ingloba le singole presenze. L'archiviazione sottolinea il rapporto fra un "dentro" e un "fuori" assoluti che superano i confìni dell'opera in una sorta di riordino della realtà oggettuale e della creatività artistica.